Intervista a Leda Cardillo Violati e a Maria Rita Stirpe

“Serate romane”: questa piccola serie TV documentaristica apre le porte, ed entra in piccoli e grandi mondi per lo più sconosciuti a molti. Lo scopo è quello di far capire che Roma, nonostante tutto, è capitale d’Italia anche nell’arte e nella cultura e che ha una vita molto intensa in questo ambito. Noi vogliamo solo dare voce a questo. Questa sera, questa mostra e tutto quello che c’è dietro è in linea con le nostre convinzioni?Interviste personali

1. Quando è nato il desiderio di diventare pittrice di pittura botanica?

2. Come ha scoperto questo mondo?

3. Che differenza avrebbe fatto se lei si fosse dedicata alla pittura paesaggistica, quella ritrattistica, contemporanea?

4. Che mondo ha trovato?

5. Sono a conoscenza che v’incontrate spesso è che c’è una grande complicità tra insegnanti, allievi e professionisti. A cos’è dovuta secondo lei questa complicità?

6. Che effetto fa raccontare agli amici, ai parenti e ai nuovi amici che lei è pittrice di arte botanica? Quali sono le reazioni solite?

7. Supponiamo che qualche ministero o qualche istituzione vi dia un budget per diffondere la conoscenza di quest’arte non solo a Roma ma in tutta l’Italia. Cosa ne fareste?  

Maria Rita Stirpe ha iniziato il suo percorso artistico nel 1995, seguendo i corsi di acquerello botanico organizzati dall’Università  La Sapienza di Roma, presso l’Orto Botanico della città , un inizio che le ha lasciato una impronta decisiva, che influenzerà  tutte le sue scelte professionali future. E’ lì che si sono incontrate magicamente le sue più grandi passioni, la prima per il mondo delle piante e l’altra per l’arte e la pittura.Per alcuni anni ha approfondito lo studio delle tecniche pittoriche antiche, l’acquerello, la tempera, con una attenzione particolare ai grandi maestri del passato, attratta dai ritratti di piante di Jacopo Ligozzi e dalle preziose pergamene di Giovanna Garzoni. Ama dipingere su carta e su pergamena, ad acquerello o tempera, scegliendo di volta in volta i medium e i supporti in funzione della pianta da ritrarre, per renderne fedelmente le caratteristiche morfologiche e cromatiche, entrare in un rapporto privilegiato con il fiore per cogliernee tutti i dettagli morfologici, le infinite sfumature di colore, la trasparenza o la consistenza di certi tessuti vegetali, fino a fermarne sulla carta l’essenza. La profonda passione e la dedizione assoluta al suo lavoro le hanno consentito di conseguire importanti riconoscimenti, partecipando a numerose manifestazioni di rilievo, sia in Italia che all’estero.Nel 2000 ha esposto nel Christmas Flower Show della Royal Horticultural Society di Londra, dove è stata premiata, unica italiana presente, con una Silver Gilt Medal.Le sue opere sono presenti in molte collezioni pubbliche, nazionali e internazionali, come l’Hunt Institute for Botanical Documentation di Pittsburgh – Carnegie Mellon University ( USA ), l’Accademia dei Georgofili di Firenze, l’Università  degli Studi dell’Aquila, il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, l’Orto Botanico dell’Università  di Padova, Patrimonio dell’Unesco, e poi in collezioni private a S. Francisco, Milano, Firenze, Roma, Genova, Torino, Pisa, Padova.Alla sua attività  artistica, ha affiancato un’ intensa attività  didattica, con lo scopo di condividere con altri passioni e conoscenze acquisite nel tempo, e contribuire alla riscoperta di un genere artistico che ha radici antichissime ed è storicamente in equilibrio tra arte e scienza. 

Leda Cardillo Violati Nata a Tunisi da genitori italiani, passa molti anni in giro per il mondo al seguito del padre che per ragioni di lavoro deve spostarsi frequentemente. Ha vissuto in Spagna, in America Latina e negli Stati Uniti.Si è laureata in lettere presso la St. Louis University con specializzazione in teatro, lavorando come attrice e costumista presso il teatro stabile dell’Università  di St. Louis. A New York negli anni ’60 insegna, nel liceo della prestigiosa Dalton School, lingua e letteratura spagnola. Dal 1968 vive a Roma. Si e’ sempre interessata alla tutela ambientale e alla valorizzazione del patrimonio artistico,collaborando con le più importanti Associazioni che si occupano della salvaguardia e della diffusione di cultura ed arte.A San Gemini, in Umbria, è stata una delle fondatrici dell’Associazione per la Valorizzazione del Patrimonio Storico. In questi ultimi anni ha promosso sette importanti restauri nella cittadina umbra, collaborando con la Soprintendenza Archeologica e con quella dei Beni Culturali e Ambientali dell’Umbria e con l’Università  del Winsconsin.Nel lungo periodo durante il quale è stata “Priora” del Rione Piazza di San Gemini, ha promosso e diretto le attività  legate alla Giostra dell’Arme, alla Taverna della Malanotte e alla pubblicazione del libro di cucina “I picchiarelli della Malanotte” che, ancora oggi, è una bella e attuale raccolta di appunti riguardanti la cucina contadina tradizionale in Umbria.Il suo primo incontro con il mondo della Decorazione Floreale risale al 1986, quando inizia a frequentare i corsi di decorazione floreale al Centro Italiano Ohara di Roma diretto da Jenny Banti Pereira. E’ stata allieva per cinque anni di Mariella Giavotto.Dal 1992 è decoratrice floreale. Nel 1997 è stata socia fondatrice dell’EDFA – Roma di cui è stata Presidente fino al dicembre 2003.La sua passione per l’arte antica e moderna la porta ad avvicinarsi alla composizione floreale in stile d’epoca.Proprio nel campo della ricerca sulla composizione floreale in stile d’Epoca, ha ideato e promosso tre importanti Seminari di livello europeo, precisamente negli anni 1995, 1997 e 1999, nella cittadina di San Gemini. I Seminari e le relative mostre hanno affrontato il fiore nell’arte dal periodo romano a tutto il ‘900.A Roma, empre sul tema dello stile d’Epoca , ha ideato e organizzato le due importanti Mostre intitolate “Festa a Palazzo”, nel 1999 a Palazzo Altieri e nel 2000 a Palazzo Sacchetti.Nel 2002 ha costituito con Jenny Banti Pereira, Silvana Mattei, Silvana Susini, Gabriella Terzi l’Associazione Studio Arti Floreali, spazio associativo e culturale con sede in Vicolo della Campanella, 34A.

 La Decorazione Floreale è uno degli stadi più avanzati del rapporto con i fiori: è un arte raffinata ed elaborata che risponde a canoni rigorosi e che si impara solo quando alla conoscenza si aggiunge un naturale talento.Caratteristica essenziale della Decorazione Floreale, che ne determina i limiti esaltando la fantasia creatrice, è dunque il sentimento dell’effimero. Come un esecutore di musica altrui cerca di dare un respiro di “eternità ” alla propria interpretazione, così l’ideatore di composizioni floreali si concentra nella ricerca di armonie compositive che diano il senso della durata a qualcosa di decisamente caduco.Fin da lontanissime epoche i fiori hanno avuto un posto nella vita dell’uomo che sempre se ne è circondato, quasi a ricreare nostalgicamente l’immagine del Paradiso Perduto.
L’ Ikebana è l’arte giapponese di disporre i fiori secondo i ritmi e le forme della natura. Questa parola significa fiori viventi o far vivere i fiori – da ikeru, vivere o vivo e bana o hana, fiori. A differenza delle creazioni occidentali un ikebana è una composizione asimmetrica, un insieme di vuoto e di pieno, di esplicito e di sottinteso di fronte a cui l’osservatore non ha un ruolo passivo, ma può con l’immaginazione e la sensibilità  partecipare alla sua creazione. Anche sotto questo aspetto l’ikebana è espressione della natura: in natura non esiste la simmetria perfetta, nulla è esattamente uguale, nulla è statico ma tutto è invece evoluzione e divenire.”Una lezione di ikebana è una pausa di serenità  nell’arco della giornata, un momento di crescita culturale e, insieme, di meditazione.”La Pittura Botanica è un genere artistico che si caratterizza per la realistica rappresentazione dal vero di fiori, frutti e piante in armonico equilibrio tra ricerca estetica e rigore scientifico, Trae piacere naturale nel contemplare il mondo vegetale e passione nel ritrarne forme e colori con attenta osservazione e coinvolgimento emotivo.Lo studio della composizione, il bilanciamento e la morbidezza dei colori, il ritmo delle curve delle foglie, tutto nella Pittura Botanica concorre a trasformare il dato reale in pura bellezza.Questa vera e propria disciplina pittorica si è radicata profondamente nella storia dell’arte occidentale, tanto da vantare maestri come Leonardo, Durer, Ligozzi e Redouté, ed è oggi estremamente vitale, unendo artisti di tutto il mondo in un comune amore per la natura e nella condivisione di metodi e prassi pittoriche.
Che cos’è la Pittura giapponese? Oggi come in passato, gli elementi naturali hanno grande rilievo nella Pittura giapponese dove persino i materiali utilizzati per creare queste opere provengono dalla natura: carbone vegetale, inchiostro di china, pigmenti ricavati da minerali, terra, pietra, conchiglie ecc.. I soggetti rappresentati hanno sempre un collegamento diretto con le quattro stagioni dell’anno, tutto ciò mette in luce la sensibilità e il grande rispetto che i giapponesi nutrono nei confronti della natura e di tutto ciò che ne fa parte, uomo compreso. Nella pittura giapponese i soggetti sono realizzati con una pennellata delicata e fluida e , nell’atto del dipingere, il mescolarsi di serenità e natura, dona al praticante una sensazione piacevole ed esaltante.
Per Sumi-e si intende uno stile pittorico monocromatico, tipico della tradizione figurativa dell’Estremo Oriente, che utilizza soltanto inchiostro nero, (sumi), in varie diluizioni con acqua e pennello su carta. Questa tecnica, nata in Cina durante la dinastia Tang (618-907), fu poi introdotta in Giappone intorno alla metà  del XIV secolo da monaci buddisti della tradizione Zen, che legarono questa pittura a concetti filosofici come la nozione di vuoto e l’immedesimazione con la natura.
Laboratori creativi di composizione floreale: partendo da realizzazioni estemporanee come suggerimento o dallo studio di esempi “storici” o prendendo semplicemente come tema un fiore, un ortaggio, un oggetto, un’astrazione, una ricorrenza si compongono, lavorando insieme, decorazioni eleganti, libere, fantasiose.Un modo di lavorare allegramente insieme sui nostri temi preferiti con gli elementi floreali che ci appassionano.
Natura e arte Incontri con storici dell’Arte su temi della natura e le sue rappresentazioni.Shodo La “Via della Calligrafia” ( Shodō ) è una forma d’arte visiva sorta in Cina che rappresenta la bellezza della scrittura. Utilizzando pennello e inchiostro i caratteri vengono scritti sulla carta e su di essa si dà vita alle loro caratteristiche estetiche. Grazie allo studio del metodo di rappresentazione della bellezza dei caratteri all’interno di un sistema di norme codificate l’artista riesce inoltre a esprimere la propria personalità. Si tratta dunque di un’espressione culturale estremamente particolare che unisce in sé educazione morale e senso artistico.Laboratorio di caligrafia Lunedì 14 Gennaio 2019 ore 16:30. Il programma prevede cenni storici sulla calligrafia e sulla Cancelleresca. Breve analisi degli strumenti calligrafici, esercizi preliminari e impostazione grado calligrafico. Alfabeto minuscolo e maiuscolo, numerazione e punteggiatura. Semplici composizioni. Questo laboratorio si compone di 6 lezioni (ogni incontro 3 ore). Costo € 200 per soci, (non soci € 220) Minimo 5 partecipanti. Iscrizioni entro il 7 gennaio.
La fotografia è letteralmente “scrittura attraverso la luce”. Da sempre in bilico tra la definizione di medium esclusivamente finalizzato alla fedele riproduzione del reale e di vera e propria forma d’arte, è al giorno d’oggi un enorme contenitore ricco di innumerevoli sfumature in evoluzione dal punto di vista sia tecnico che concettuale. Pur diramandosi in numerosi generi e stili velocemente sviluppatisi nel corso della sua ricca seppur breve storia di neanche 180 anni, presenta una comune radice comunicativa. La fotografia è infatti a tutti gli effetti un linguaggio, estremamente potente, universale ed immediato. Ogni scatto innesca un processo di transizione di un messaggio elaborato dal fotografo che si lascia coinvolgere e attraversare da stimoli di varia natura, creando una personale visione da trasmettere attraverso lo strumento fotografico. Che si voglia o meno mostrare lo scatto finale ad un pubblico, sottoporlo ad uno sguardo esterno, è fondamentale la gestione delle “regole grammaticali e sintattiche” di questo linguaggio, da ritrovarsi nei concetti di composizione fotografica, conoscenza tecnica della fotocamera, ma soprattutto acquisizione dell’essenza stessa della fotografia attraverso l’analisi e l’interpretazione continua del suo ruolo per noi e per chi ci circonda.

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