“Il segreto del Decamerone”

Era il lontano 14 novembre 2013, quando veniva presentato presso la galleria 20ArtSpace di Via XX settembre, il romanzo di Alberto Rizzo dal titolo “Il segreto del Decamerone”.

L’invito

Alla presenta di una settantina d’invitati, l’allora Vice Direttore di Rai 2 Roberto Giacobbo, presentava il romanzo alla platea.

Di seguito la bellissima Prefazione di Roberto Giacobbo.

“Da sempre l’uomo è attratto dai misteri e dall’avventura, prima puramente geografici, successivamente con l’avanzare delle scoperte sul nostro pianeta, sempre più culturali. Si è passati dalle zone più inaccessibili alle miniere del sapere nascoste in antiche biblioteche. Il divertimento della mente si riscopre nella maniera più pura proprio affrontando queste ricerche. Intere generazioni di appassionati hanno letto, viaggiato, scoperto. La forma del romanzo è certamente quella che più permette di fare viaggiare la fantasia. Una fantasia che rimbalza continuamente tra fatti concreti e situazioni adattate dalla creatività dell’autore al filo del racconto. Il libro che state per leggere è un affascinante condensato di storia, leggenda, suspense e mistero. Uno di quei libri che si fa fatica a non leggere tutto di un fiato, a questo va aggiunta una grande capacità nella scrittura da parte dell’autore. Una dote che permette a chi legge di non rallentare e di inanellare incessantemente concetti e situazioni; ci si ritrova costantemente a viaggiare con la mente e ad immaginare scene che si formano davanti a noi facendoci dimenticare che tutto nasce dalle righe che stiamo scorrendo voracemente. Un vero e proprio film si formerà nei nostri pensieri e ognuno di noi lo vedrà con attori e ambienti diversi nel racconto della stessa storia.
Troveremo Dante, l’iniziato. Una vita la sua che certamente ci nasconde ancora qualcosa, il sommo poeta potrebbe riservarci delle sorprese. Ricordo alcuni anni fa di avere raccontato una affascinante ricerca che lo ha collocato per un certo periodo della sua vita in Islanda, terra dalla natura dura e stupenda che lo avrebbe ispirato per la sua Divina Commedia con dei risvolti e delle coincidenze sorprendenti. Questo romanzo riprende la sua storia e ci porta fino a Cuba con il fascino di un racconto fuso sapientemente con quello della più famosa opera di Boccaccio o, sarebbe meglio dire, di Dante?
Ecco la linea da seguire per raggiungere il risultato, un traguardo che Alberto Rizzo ha costantemente avvicinato nel racconto, seguendo una traccia che, come illustri nomi del giallo e del noir ci hanno insegnato, distribuisce in una semina di indizi e provocazioni intellettuali per poi ricondurci ad una trama circolare. Criptico? Forse, ma non voglio togliervi il piacere dell’intrigo e della scoperta.
Quanto c’è di vero? Quanto è fantasia? La sfida della scoperta è aperta. Buon viaggio e buona lettura”.

Roberto Giacobbo
La platea

Ad allietare la serata, l’attrice figlia d’arte Arianna Ninchi, leggeva alcuni passi del libro.

L’attrice Arianna Ninchi

A conclusione l’intervista fatta all’autore Alberto Rizzo.

Intervista effettuata dalla Casa Editrice Ibiskos

D. Nel settimo centenario della nascita di Giovanni Boccaccio, il Suo romanzo getta una luce nuova sulla genesi del “Decamerone”, creando un intreccio di intrighi e segreti che appassiona. Perché questa grande passione per la più famosa raccolta di novelle al mondo?

R. Devo essere sincero, quando mi convinsi a gettare le prime base che costituirono poi l’ossatura del romanzo “Il segreto del Decamerone”, ancora non si percepiva la “febbre” che sta coinvolgendo particolarmente in questo periodo addetti ai lavori e non su Boccaccio. L’idea, accompagnata naturalmente dalla passione per tutta la Letteratura italiana e dagli studi universitari, mi venne approfondendo proprio l’ideatore del mio romanzo. Con il Decamerone, Boccaccio, tentò con eccellenti risultati, di uscire dalla tradizione del romanzo cavalleresco, la tipica scrittura del suo tempo, preferendo un sistema che alternasse la cronaca alla favola, dove i novellatori, ovvero gli attori principali dell’opera raccontassero una storia alternandosi per dieci giornate. “Il segreto del Decamerone”, ha la pretesa di configurarsi proprio con questo criterio: la cronaca da una parte, ovvero i fatti così come sono avvenuti nel tempo e la favola dall’altra, dove avviene un vero e proprio modellamento sia della storia, sia dei personaggi che lo costituiscono. Ecco allora che, così come nel “Decamerone” di Boccaccio i novellatori costituiscono la condizione fondamentale dell’opera, anche ne “Il segreto del Decamerone”, tutti i personaggi sono principali per il prosieguo e lo sviluppo del racconto.

D. La Grande Storia, in questo romanzo, si intreccia con quella dei singoli protagonisti in un continuo rimando tra presente e passato. C’è qualche autore in particolare che l’ha ispirata nella creazione de “Il segreto del Decamerone” e in particolare in questa scelta d’impostazione narrativa?

R. La particolarità del romanzo risiede proprio nel fatto che il lettore venga guidato con cadenza regolare da momenti storici ben precisi. L’architettura del componimento narrativo infatti è stata strutturata per poter essere letta anche prendendo solamente alcune fasi storiche senza per questo dover necessariamente destabilizzare tutto il racconto. Quindi, se il lettore volesse leggere ad esempio unicamente il periodo narrato nel presente, saltando così i capitoli dove avvengono dei veri e proprio flashback storici, avrebbe comunque un quadro chiaro della storia e così viceversa. Oggi, molti romanzi e molti film si strutturano con questo metodo. Lo scopo naturalmente è quello di tenere inchiodato il lettore fino all’ultima pagina o all’ultima scena del film. In realtà non c’è un vero e proprio autore Musa ispiratrice, quanto piuttosto, in periodi diversi, più autori: da Patrick Dennis a Roberto Costantini fino ad arrivare a Dan Brown. In tutti i loro romanzi infatti, vige l’imperativo della suspense fino all’ultima pagina.

D. Scrivere per Lei è…?

R. Passione, gioia, curiosità, miglior equilibrio verso me stesso e verso il prossimo, studio approfondito, analisi più dettagliata di ciò che mi circonda per poterne carpire spunti di riflessione e di scrittura.

D. Cosa direbbe a un lettore incerto per incuriosirlo e spingerlo ad acquistare il Suo libro?

R. Fu davvero Boccaccio a scrivere il Decamerone?

D. L’importanza della lettura oggi.

R. Purtroppo oggi viviamo in una fase storica estremamente articolata e discutibile. Da quando in internet si è sviluppato il boom dello scrittore fai da te, ritengo ci siano più scrittori che lettori. Se da una parte questo fenomeno ha dato il via ad una serie infinita di strutture più o meno organizzate a ricevere manoscritti di vario genere dando così la possibilità di creare nuove forme di lavoro, dall’altra, ha stravolto la vera essenza del modo e dell’azione del leggere. Vidi tempo fa un video dove un bambino di circa quattro anni trovandosi avanti a sé un computer portatile a tutti noto come tablet e una rivista di un mensile in forma cartacea, questi non era in grado di sfogliarla in quanto, con il piccolo pollice e l’indice della sua manina, cercava di ingrandire una foto impressa sulla rivista stessa. Certo che è importante leggere! Ma il libro così come lo intendiamo noi sta per essere soppiantato dalla tecnologia informatica dove sono importanti solo i messaggi scritti in grassetto, con un carattere grande e possibilmente non troppo lunghi in quanto tutto il resto è noia!

D. Pubblicare ha significare per Lei la realizzazione di un sogno o l’inizio di un percorso?

R. Tutti noi credo abbiamo un sogno nel cassetto. La cosa curiosa consiste nel fatto che, quando apriamo il nostro amato cassetto, scopriamo che all’interno di esso non c’è solo quel sogno ma un’infinità di idee vecchie e nuove con l’unico desiderio di uscire allo scoperto pronte per essere colte tutte al volo. Dunque, la pubblicazione del mio libro, si pone a cavallo tra la realizzazione di un sogno e l’inizio di un nuovo percorso. Certo, non è facile districarsi tra un’infinità di scrittori esistenti e non, noti e meno noti, ma lo slancio e la voglia di provare a fare, nasce soprattutto dal fatto che le cose facili purtroppo sono finite e a noi non resta che metterci alla prova con coraggio con ciò che rimane.

D. Prossimi progetti?

R. Certamente è grande il desiderio di immaginare che “Il segreto del Decamerone” non è più solo un libro da leggere, ma, perché no, anche da poterlo vedere nelle sale cinematografiche. Detto questo, sto già gettando le basi per una nuovo thriller realizzato su un fatto vero, ambientato prevalentemente a Roma, ma non solo, con nuovi personaggi da conoscere e mi auguro da amare insieme. La storia sarà ancora più avvincente, proprio perché la struttura del libro tenterà di mettere insieme per la prima volta questi eventi e far conoscere al pubblico sebbene in chiave romanzata una vicenda realmente accaduta!

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